Torre Marrana di Ricadi, una gita tra mare e archeologia

Storie e leggende tra le falesie di Capo Vaticano
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Arte e Cultura

Ci troviamo in uno dei tratti più incantevoli della costa tirrenica calabrese, anche noto come Costa degli Dei, che attraversa la provincia di Vibo Valentia e alcune delle località di mare che sono il simbolo iconografico e naturalistico della Calabria.

Siamo nel territorio comunale di Ricadi, una zona molto amata dai turisti, a pochi passi da Tropea, sul promontorio scosceso e a picco sul Tirreno che trova in Capo Vaticano la località panoramica per eccellenza.

Qui sorgono un’antica torre di avvistamento, Torre Marrana, e un’area archeologica posta in prossimità di un moderno teatro all’aperto, sede di eventi e appuntamenti vista mare.

L’Area Archeologica di Torre Marrana

La sommità del colle che sovrasta l’abitato di Ricadi culmina con un simbolo architettonico molto importante per il territorio: Torre Marrana.

Parte dell’efficiente sistema difensivo di torri costiere d’avvistamento volte a contrastare le incursioni saracene, Torre Marrana faceva parte di un complesso di 7 torri in comunicazione visiva tra loro. Oggi, cinque di queste sono ridotte allo stato di rudere (Torre Bali, Torre Marrana, Torre di Ruffa, Torre Tuono, Torre di Capo Vaticano) mentre due sono andate completamente perdute.

Torre Marrana rientra in un’area archeologica di grande interesse, oltre a dominare un paesaggio mozzafiato, aperto sul blu di un mare straordinario e circondato dal verde della macchia mediterranea. La struttura in sé, datata al XVI secolo, presenta una pianta circolare ed è alta attualmente circa sei metri.

Torre Marrana
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Questo genere di torri presentava solitamente un ambiente di guardia destinato al cosiddetto “cavallàro”, ovvero al soldato incaricato di diffondere l’allarme a cavallo tra una torre e l’altra, e da una cisterna al di sotto del piano di calpestio, raggiungibile da una scala interna, per la raccolta delle acque piovane.

Il contesto archeologico che ospita Torre Marrana a Ricadi è ricco di testimonianze. Nei suoi pressi, infatti, sono state rinvenute alcune tombe dell’Età del Bronzo; sul Promontorio di Torre Santa Maria sono stati scavati i resti di una fattoria greca che controllava l’approdo; più in basso, quelli di un complesso romano di età tardo repubblicana e le antiche strutture portuali. Gli archeologi ipotizzano che l’intera area possa corrispondere all’antico Portus Erculis citato da Plinio e Strabone.

Ai piedi di Torre Marrana sorge un moderno teatro all’aperto che ospita gli spettacoli dell’annuale rassegna “Avvistamenti Teatrali” e una serie di eventi artistici e culturali in diversi periodi dell’anno.

Cosa vedere e cosa fare a Ricadi

All’importanza archeologica e culturale di Torre Marrana, si aggiunge quella naturalistica dell’intera area, tra le coste più belle del sud Italia.

Il promontorio di Capo Vaticano e le sue calette paradisiache offrono scorci di grande bellezza in tutte le stagioni. Tra le spiagge da non perdere: Spiaggia del Tono, Praia di Fuoco, Spiaggia di Ficara, Spiaggia di Grotticelle e Spiaggia di Formicoli.

Ciascuna di queste spiagge offre la possibilità di immersioni ed escursioni sui fondali e nelle grotte marine che le caratterizzano, da scoprire sia a nuoto che con l’immancabile gita in barca.

Ricadi - Grotticelle
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Spostandosi nel centro abitato di Ricadi è possibile visitare il Mu.Ri - Museo Civico del Comune di Ricadi, ovvero la rete costituita da 5 poli espositivi dislocati su tutto il territorio comunale, dove si racconta la storiano la storia, le tradizioni, l’arte e la natura del posto.

Vistare Ricadi nel mese di settembre offre la possibilità di partecipare agli eventi e agli incontri culturali della rassegna “Estate a Casa Berto”, legata a uno dei premi letterari più importanti della regione: il Premio Letterario “Giuseppe Berto”.

Come suggerisce il nome, la rassegna e la premiazione stessa si svolgono presso la casa-museo di Giuseppe Berto, lo scrittore veneto che in quest’angolo di paradiso trovò il suo “buen retiro”, componendo alcune delle sue opere più celebri.

Non dimentichiamo, infine, che ci troviamo in una zona della Calabria ricca di eccellenze enogastronomiche da assaggiare: dalla Cipolla Rossa di Tropea IGP ai prodotti dell'entroterra, Pecorino del Monte Poro DOP e ‘Nduja di Spilinga, per concludere con un sorso del tipico amaro locale noto in tutto il mondo che prende il nome proprio da Capo Vaticano.

'Nduja di Spilinga
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Finiamo in bellezza, col tramonto sulle Isole Eolie e la Sicilia che si gode dall’alto del Faro di Capo Vaticano, altro simbolo di questo territorio proteso sul mare e le sue leggende.

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Ultimo aggiornamento: 15 feb 2024 15:06