L'alta moda calabrese nel mondo, tra tradizione e innovazione

Tradizione sartoriale e creatività contemporanea: l’anima dell’alta moda calabrese

Alta moda calabrese

Arte e Cultura

Maison Celestino

Le suggestioni che arrivano dalla Magna Grecia, le ispirazioni tratte dalle lavorazioni degli abiti tradizionali e dai costumi delle minoranze etniche, tramandati come dote preziosissima. 

La tradizione tessile è alla base della narrazione che unisce la Calabria al mondo dell’alta moda. Materia prima preziosa e senza tempo - dalla seta alla ginestra - e lavorazioni artigianali, filati e ricami, rappresentano il patrimonio che rende esclusiva ogni idea che prende forma a partire da ago e filo. 

La qualità sartoriale unita alla creatività: l’alta moda calabrese nel mondo coniuga tradizione e innovazione ed è la storia di un successo a più voci che porta in primo piano le eccellenze Made in Sud.

L'alta moda firmata Calabria: storia di un successo

Il filo che unisce la Calabria al mondo della moda tiene insieme la tradizione dell’artigianato tessile, le radici identitarie di questa regione e le innovazioni, l’estro, le visioni stilistiche di professionisti del settore che puntano alle passerelle più importanti mantenendo sempre solido, nel contempo, il legame con la loro terra. Una connessione, quella tra la Calabria e l’alta moda, che ha certamente un punto di partenza e un nome: Gianni Versace, una leggenda dalla potenza creativa insuperata, lo stilista che ha reso iconici volute e capitelli magnogreci. Il genio che continua a ispirare generazioni di stilisti. Ogni abito realizzato da lui è oggetto di culto.

Alta moda calabrese
© Maison Celestino

Stilisti e marchi dell'alta moda calabrese

Gianni Versace

L’arte della Magna Grecia, la perfezione dei Bronzi di Riace, le suggestioni provenienti dall’artigianato tipico, i colori del Mediterraneo: la Calabria ha rappresentato per Gianni Versace una fonte inesauribile di ispirazione, ha nutrito la
sua creatività e impresso un segno nella sua personalità. Gianni Versace è nato a Reggio Calabria il 2 dicembre del 1946, ha iniziato la sua carriera nella sartoria di famiglia nella città dello Stretto. Sua madre infatti era una sarta e la sua bottega fu un luogo fondamentale nella formazione del piccolo Gianni. Amava disegnare, aveva progetti ambiziosi, così dalla dimensione intima della sartoria di famiglia, nel 1972 all’età 25 anni, si trasferisce a Milano, dove presto comincia a lavorare come disegnatore di abiti. Pochi anni dopo, è il 1978, presenta la sua prima collezione. Da qui inanella un successo dopo l’altro: tutti lo cercano, lo acclamano, Gianni Versace entra nell’empireo della moda. Collabora con i fotografi più famosi, sfilano per lui le top model più pagate, da Claudia Schiffer a Naomi Campbell. Testimonial delle sue campagne pubblicitarie è Madonna, è amico di personaggi come Elton John e Lady Diana. Si trovava in vacanza nella sua casa di Miami con il compagno quando, il 15 luglio del 1997, a 50 anni, viene ucciso da un folle che spara due colpi di pistola dopo essersi introdotto nel giardino. Ai suoi funerali partecipa il jet set mondiale. Il marchio Versace non muore con lui, passa nelle mani della sorella Donatella con la quale Gianni condivideva la visione aziendale oltre che estro e genialità e che ha saputo mantenere alto il nome della maison, mantenendo vivo il sogno del fratello. C’è una frase tratta da un’intervista rilasciata nel 1992, che più di ogni altra cosa chiarisce il legame tra Versace e la sua terra: “Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d’Alta Moda, il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia”.

Anton Giulio Grande

Qualcuno lo ha definito l’erede di Gianni Versace, per una visione comune dell’eleganza e della valorizzazione della bellezza femminile. Quel che è certo è che Anton Giulio Grande, ispirato da quelle stesse fonti che hanno nutrito l’estro dello stilista reggino, ha portato l’alta moda calabrese sulle passerelle internazionali, unendo tradizione sartoriale, artigianato e innovazione creativa. Anton Giulio Grande, è oggi uno degli stilisti preferiti dalle star del jet set televisivo e cinematografico. Nato a Lamezia Terme, inizia il suo percorso artistico e lavorativo fondando ad appena 20 anni la sua omonima maison. La sua formazione passa dall’Università della moda “Polimoda di Firenze” e successivamente al Fashion institute of technology di New York. Realtà prestigiose che gli consentono di lavorare per un marchio icona della moda Italiana: le sorelle Fontana. Nel 1995 Grande lancia la prima collezione che porta la sua firma. A caratterizzarlo è la scelta di disegnare abiti all’insegna dell’eleganza e del lusso, della spettacolarità e della sensualità. Veste donne dello spettacolo come Elenoire Casalegno, Sabrina Ferilli, Anna Falchi, Alba Parietti, Valeria Marini e poi ancora Nina Moric, Manuela Arcuri a Belen Rodriguez. Le sue creazioni vengono richieste anche nelle fiction e a teatro, dove crea gli abiti di scena per la versione italiana del musical Moulin Rouge. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, c’è il premio come migliore allievo del Polimoda e l’Oscar europeo per la diffusione del Made in Italy in Italia e nel mondo attraverso il valore e il prestigio delle sue opere. Attualmente ricopre la carica di presidente della Film Commission Calabria ma alla Milano Fashion Week ha appena presentato la sua nuova collezione ispirata ad una delle figure femminili più affascinanti del ‘900, Frida Kahlo.

Maison Celestino

È una storia di tradizioni legate al territorio anche quella della Maison Celestino, la griffe fondata in Calabria ai primi del Novecento, eccellenza Made in Italy che ha come punto di partenza antichi telai e le fibre naturali come lino, canapa, ginestra. Una storia che parte da Rossano e arriva fino alle passerelle parigine. Il fondatore Eugenio Celestino con il suo stile negli anni ’50 vestiva le Case Reali europee e le dive del calibro di Ava Gardner. Oggi guidata da Caterina Celestino, nipote di Eugenio, la maison ha come peculiarità quella della lavorazione a telaio a mano. Nel marchio compare una cicogna, un simbolo che ancora una volta riporta alla Calabria, è la cicogna bianca che nidifica nella Sibaritide.

Francesca Russo

Giovanissima ma talentuosa e determinata, Francesca Russo è una giovane stilista calabrese di Santa Maria del Cedro che ha portato sulla passerella dell’alta Moda dell’Accademia Maiani a Roma (una delle più prestigiose della capitale, dove ha frequentato il corso di Fashion e Design), modelli dedicati alle antiche tradizioni religiose della sua terra. Nelle sue creazioni si mescolano tradizione e artigianalità con uno sguardo rivolto a mercati lontani, come quello arabo.

Talarico Cravatte

Ha origini calabresi la sartoria che produce alcune tra le migliori cravatte italiane, scelte da politici, giornalisti e personaggi dello spettacolo. C’è la storia secolare dell’arte tessile calabrese nei prodotti dell’azienda Talarico. Cravatte tagliate e cucite a mano una a una, con sete pregiate. Una manifattura che rende questi accessori davvero unici. L’imprenditore Maurizio Talarico è partito da Catanzaro inseguendo un sogno che in pochi anni è diventato realtà. Le cravatte Talarico sono diventate un simbolo di eleganza e lusso, vendute a Londra e Tokyo. L’azienda, che ha uno dei suoi punti vendita a Roma e produce in tre regioni italiane, sta ampliando la sua offerta e oltre alle cravatte realizza anche foulard e parei da donna.

Alta moda calabrese cravatte
© Talarico Cravatte

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Ultimo aggiornamento: 9 mar 2026 14:10