Mendicino

Comune Mendicino Panorama

Mendicino si trova ai piedi dello splendido e suggestivo Monte Cocuzzo, già citato da Omero nell’avventuroso viaggio di Ulisse. Borgo suggestivo, con vicoli a gradoni, piazzuole, antichi palazzi, con le sue storie antiche e le tradizioni che oggi rivivono grazie all’impegno delle amministrazioni locali, prima fra tutte la bachisericoltura, che fa di Mendicino il Borgo della Seta.

Particolarmente rigogliosa è la natura del territorio, con pareti di roccia, strapiombi stretti e folti, valli verdi e rigogliose colline che si alternano a scoscese e oscure montagne.

La comunità ha con l’acqua un legame antico, che nasce dai mulini per arrivare all’antica Filanda Gaudio, espressione dei saperi di un tempo, quando le famiglie vivevano della cura del baco e del gelso.

Il viaggio alla scoperta di questo ricco territorio parte dalla cima di Monte Cocuzzo, la più alta dell’Appennino Paolano, dalla quale si gode di una vista che lascia senza fiato e che offre uno dei paesaggi più caratteristici della Calabria. Monte Cocuzzo è una delle tappe del Sentiero Italia CAI, raggiungibile da tutti gli amanti del trekking attraverso una Faggeta Storica e un successivo tratto scoperto, tra affioramenti dolomitici e una grande dolina carsica. Il suggestivo percorso si apre lasciandosi alle spalle l'ulivo e la vite per addentrarsi nei castagneti, quindi le pinete per poi incontrare il faggio. Dalla cima del Monte Cocuzzo, nelle giornate serene, è possibile ammirare Stromboli e l'Etna, la Sila ed il Pollino, guardando in basso, da una parte il mare e dall’altra la Valle del Crati. 
Assolutamente da non perdere una visita alle antiche Grotte Naturali dell’Alimena, situate sul costone roccioso a strapiombo sul fiume Acheronte. Le grotte conservano al loro interno alcune testimonianze di antichissime frequentazioni, oltre che essere soggette di numerose leggende che le accomunano ad Alarico, re dei Visigoti, morto nei pressi di Cosenza nel 410 d.c. dopo aver saccheggiato Roma e che si racconta che venne sepolto in quest’area insieme con tutto il suo tesoro.

Scendendo verso l’abitato di Mendicino si scopre il Parco Fluviale, una vera e propria oasi verde a ridosso del centro storico, dove si realizza la perfetta sintesi tra il paesaggio costruito dall’uomo e quello naturale, costituito dalla vallata del Caronte e da un ricco Orto Botanico. Il Parco è testimone della storia di una comunità che con l’acqua ha un legame antico, che nasce dalle ruote dei mulini e le macine dei frantoi fino ad arrivare all’antica Filanda Gaudio e al delizioso Museo Dinamico della Seta, espressione attuale dei saperi di un tempo, quando le famiglie vivevano della cura del baco e del gelso.

Il borgo medievale di Mendicino merita di essere visitato rigorosamente a piedi. Da Piazza Municipio, passeggiando per le stradine del centro storico, si raggiunge Piazzetta San Giuseppe e il suo Anfiteatro, una struttura semplice e moderna, che può ospitare fino a 200 persone ed un piano a scacchiera come palcoscenico. La Piazzetta di San Giuseppe accoglie anche il meraviglioso Palazzo Del Gaudio Campagna.  Il Palazzo fu centro d’alta cultura nel corso dell’800 per la presenza del poeta Giuseppe Campagna, che volle chiamare a Mendicino i migliori intelletti del tempo. Nella Piazza del Duomo si può ammirare la maestosa e antichissima Chiesa di San Nicola, che presenta una facciata in pietra tufacea rosa di Mendicino e a cui è annessa la torre campanaria. Proprio di fronte allla cattedrale si trova la piccola e suggestiva Chiesa di San Sebastiano, sede di una confraternita con la facciata in pietra rosa di Mendicino su cui spicca il portale in tufo. All’interno dell’antico Rione Castello, che si snoda lungo il tracciato dell’antico muro di cinta ed al quale si appoggiano le abitazioni più antiche, si giunge alla Torre dell’Orologio, costruita nel su quelli che furono gli ultimi ruderi dell’antico castello. La Torre dell’Orologio è posta sulla sommità della collina, da cui si gode uno splendido panorama. La struttura si presenta come torre merlata, con orologi posti sui lati, ed è raggiungibile mediante una lunga scalinata di 132 gradini scavati nella roccia. Benché non si conosca la data esatta della sua costruzione, la Torre esisteva certamente nella sua forma attuale già nel 1838. Da citare il Santuario di Santa Maria dell’Accoglienza, situato nella parte alta del paese ed incluso fra le chiede giubilari per il Giubileo straordinario della Misericordia indetto nel 2015 da Papa Francesco, con frontale di stile gotico e colori tipici della pietra di Mendicino.

Parco Fluviale

Il Parco Fluviale Tre Valloni è un punto d’interesse naturalistico e rurale. La valle che costeggia il corso del fiume Caronte è stata di recente riqualificata, valorizzata e resa fruibile attraverso un percorso attrezzato e illuminato, con punti di sosta, ristoro e terrazzini panoramici, che si snoda lungo il corso d'acqua e consente di ammirare numerose cascate e antichi edifici rurali, quali il mulino, il frantoio e alcune filande. Inoltre, al suo interno è inserito un interessante orto botanico che offre una vasta varietà di alberi e piante dotati di pannelli esplicativi che ne esaltano le caratteristiche.
Il percorso conduce alla visita dell'antica Filanda Gaudio, al cui interno è possibile osservare gli autentici strumenti di lavoro relativi alla tradizionale attività di bachisericoltura, e il suggestivo Museo Dinamico della Seta. Il Parco Fluviale è inserito armonicamente nel contesto urbano del centro storico e con esso rappresenta uno straordinario connubio di natura, arte, cultura e tradizione.

Museo Dinamico della Seta

Il Museo, inaugurato nel dicembre 2015, è stato istituito con lo scopo di tutelare e diffondere un patrimonio plurisecolare di pratiche e conoscenze legate alla tradizionale attività di bachisericoltura.
Lo spazio espositivo è allestito su due piani presso la storica Filanda Gaudio: al piano terra i visitatori possono ammirare l'autentica fornace a partire dalla quale avveniva l'estrazione delle secrezioni del baco da trasformare successivamente in fibra tessile; il piano superiore espone attrezzi da lavoro, aspi e mangani in legno, il banco di trattatura, diverse macchine utilizzate per la lavorazione della seta grezza e uno spazio multimediale destinato alla visione dei documenti audiovisivi, preziose testimonianze dirette di chi ha visto nascere e crescere la Filanda. L'intervento di restauro della Filanda Gaudio, che l’ha resa uno dei fiori all'occhiello di Mendicino, è inserito nell’ampio progetto di recupero dell'attività stessa di bachi sericoltura, con l’ambizione di rilanciare un’economia cittadina ecocompatibile e finalizzata al benessere della comunità. 

Festival Radicamenti

Radicamenti è il festival culturale promosso dall'amministrazione comunale di Mendicino con l'obiettivo di creare nuovi spazi di aggregazione, di socializzazione e di fruizione artistica. 
Il festival propone ogni anno incontri culturali ed eventi artistici che si svolgono nella suggestiva cornice del centro storico locale, nello splendido Palazzo Del Gaudio-Campagna, fino ad arrivare a Monte Cocuzzo, l'emblema di questo territorio che si colloca a oltre mille metri d'altezza sul livello del mare. La successione degli eventi suggerisce un piacevole itinerario che si snoda fra l’antico Palazzo Campagna, il Museo della Seta, Piazza Duomo, l'Anfiteatro San Giuseppe, Piazza Municipio, la Torre dell'Orologio e i vicoli dell'accogliente centro storico. Compreso nel percorso è anche il Parco Fluviale, reso fruibile alle famiglie di giorno e agli amanti di musica e spettacolo nelle notti del festival.
La giornata conclusiva a Monte Cocuzzo intende far conoscere a un pubblico vasto le bellezze del sito straordinario e dona l'opportunità di trascorrere un'intera giornata all'aria aperta, con il concerto finale che utilizza come sfondo il tramonto sul mar Tirreno. Tanti i concerti musicali a tema, non solo con artisti del territorio ma anche con chi ha saputo rinnovare il genere popolare pur rimanendo molto attaccato alla tradizione. Completano il cartellone del festival, che si tiene ogni anno fra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, iniziative che esaltano la filiera della seta, allestimenti artistici organizzati in collaborazione con il Museo del Fumetto di Cosenza e proiezioni in sinergia con La primavera del Cinema Italiano.

Gastronomia

Mendicino, grazie ai numerosi forni sparsi su tutto il territorio, è città del pane, oltre che depositaria di una ricca tradizione casearia. La presenza di numerosi castagneti nei boschi circostanti al centro abitato, permette di organizzare la tipica Festa della castagna, che ogni anno consente di gustare le castagne locali e tanti piatti tipici della tradizione mendicinese. Il cuore della tradizione gastronomica locale si esprime appieno il 13 dicembre, quando in piazza Municipio si prepara la Cuccìa in onore di Santa Lucia, un piatto preparato secondo antiche usanze, in una grande pentola detta a quadara, in cui vengono cucinati insieme tredici diversi ingredienti fra cereali e legumi. La Cuccìa viene degustata in modo conviviale, nel pomeriggio dello stesso giorno di Santa Lucia.

Informazioni utili

Indirizzo

Piazza Municipio, Mendicino

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Fax

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