Una passeggiata nel borgo fantasma di Acerenthia

Storia e leggende di un paese abbandonato del crotonese

Ruderi di Acerenthia, Cerenzia

Vivere slow

Acerenthia, Cerenzia - Regione Calabria

Alcuni "paesi fantasma" calabresi celano misteri che, talvolta, neppure gli abitanti del posto sono in grado di spiegare. Uno di questi è sicuramente Acerenthia o Cerenzia Vecchia, frazione abbandonata del paese di Cerenzia, in provincia di Crotone.

Fondata da popolazioni preromane, Acerenthia deve il sul nome a un evento che mescola storia e leggenda.

Nonostante l'abbandono, il borgo di Cerenzia Vecchia non ha mai interrotto del tutto il rapporto con gli abitanti del paese moderno, né coi visitatori, che raggiungono questo luogo attratti da un richiamo inspiegabile.

Storia del borgo abbandonato di Cerenzia Vecchia

Che sia stata fondata dagli enotri o dal mitico Filottete, è indubbio che il sito di Acerenthia o Cerenzia Vecchia, oggi totalmente abbandonato e in stato di rudere, ha rappresentato un avamposto importante per questa zona del crotonese. Lo dimostra la sua posizione, in un territorio naturalmente fortificato e attraversato dal corso del fiume Lese, un tempo chiamato Acheronte, da cui l'antico toponimo Acerenthia

Col passare del tempo una serie di cedimenti strutturali, difficoltà di approvvigionamento dell'acqua potabile con conseguenti episodi di malaria, costrinsero gli abitanti di Cerenzia Vecchia al progressivo spopolamento, che intorno alla metà dell'800 culminò con l’abbandono definitivo del sito e il trasferimento in quello dell'attuale Cerenzia. Nonostante ciò, il rapporto affettivo degli abitanti con la loro antica città non si è mai interrotto, anzi, la visita ai resti di Cerenzia Vecchia è un continuo pellegrinaggio alle origini della memoria collettiva. In particolare, in occasione della Festa dell’Ecce Homo, assume i toni di una vera e propria processione, dove tutto il paese fa ritorno alla "casa natale".

Come ogni "paese fantasma" che si rispetti, anche Acerenthia è legato a una leggenda: era l'anno 1528 quando alcuni abitanti, in fila alla fontana del paese per prendere l’acqua, si trovarono di fronte un drago a sette teste che sputava fuoco. I cerenzioti in fuga si rivolsero al soldato Teodoro d’Amasea, l’unico capace di uccidere la bestia feroce con un colpo di spada. 
Fu così che all'alba del 9 novembre, i paesani, guidati dal condottiero, andarono a svegliare il drago nella grotta e lo fecero infilzare. Pieni di gratitudine, gli abitanti di Acerenthia elessero San Teodoro protettore del paese e la data del 9 novembre il giorno in cui celebrare l'impresa.

Ruderi di Acerenthia, Cerenzia
© Acerenthia, Cerenzia - Regione Calabria

Cosa vedere nel paese di Acerenthia

La Chiesa di San Teodoro d'Amasea è tra i luoghi imperdibili per chi visita Cerenzia Vecchia. Qui è custodito un quadro in cui il soldato martire viene rappresentato con le sette lingue del drago sulla testa. La chiesetta, che in origine doveva essere un eremo, si è ingrandita nel tempo, trasformandosi nella chiesa principale del borgo. All'interno sono ancora visibili tracce di archi in cotto di fattura molto antica; mentre una porta accanto all'altare maggiore la rende comunicante con l'annesso convento. Si conservano anche frammenti di un altare barocco in marmi policromi e un crocifisso ligneo del XVIII secolo.

Il sito di Cerenzia Vecchia riveste oggi un notevole interessante archeologico e paesaggistico, non a caso è sotto l'attenzione della Soprintendenza, che da anni conduce campagne sistematiche di scavo e ha provveduto a istituire il Parco Archeologico di Akerentia. Dagli scavi è emerso come Acerenthia fosse un’importante città bizantina: sul pianoro dove sorgeva l’antico centro sono ancora evidenti le tracce di un consistente agglomerato urbano, all'interno del quale spiccano un edificio sacro in gran parte conservato e i corposi resti di una struttura più elaborata identificata come il Vescovato.

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Ultimo aggiornamento: 27 ago 2025 12:46