Alla scoperta di Mattia Preti, il Cavaliere Calabrese

Viaggio tra i luoghi e le opere di Mattia Preti in Calabria
RENDE-Museo-Civico---Mattia-Preti

© Regione Calabria

Arte e Cultura

Nato nel 1613 a Taverna, tra i paesi che oggi ricadono nel territorio del Parco Nazionale della Sila (versante catanzarese), Mattia Preti figura tra gli esponenti del Tardobarocco italiano, in particolare del cosiddetto “caravaggismo” (pittura ispirata al Caravaggio) e della pittura napoletana del Seicento.

Soprannominato il “Cavaliere Calabrese”, con riferimento alla sua investitura a Cavaliere di Malta da parte di papa Urbano VIII, fu attivo principalmente a Roma, Napoli e nell’Isola di Malta, ma non dimenticò le sue origini, lasciando traccia di sé nel luogo natale e in tutta la Calabria.

Il nostro viaggio sulle tracce di Mattia Preti ci porta alla scoperta dei luoghi e delle opere del Cavaliere nella terra d’origine, a partire dal paese di nascita.  

Mattia Preti e Taverna

Nel piccolo centro presilano di Taverna, Mattia Preti fu affidato dal padre a un precettore, don Marcello Anania, il parroco della Chiesa di Santa Barbara, che istruì lui e il fratello Gregorio già predisposti al disegno prima di vederli partire alla volta di Roma, dove lui stesso facilitò i contatti.

Oggi, nella stessa chiesa, è possibile ammirare diverse opere del grande artista locale: Il Patrocinio di Santa Barbara, la Madonna di Loreto (una Madonna con Bambino e adorazione di santi) e la Presentazione di Gesù al Tempio.

Un’altra importantissima tappa che figura tra i luoghi di Mattia Preti a Taverna è la Chiesa Monumentale di San Domenico, dove le opere del pittore rappresentano veri e propri gioielli in un gioiello più ampio, che è l’edificio stesso.

TAVERNA - San Domenico Church - Museum - Mattia Preti
Regione Calabria

Adiacente all’omonimo convento, l’edificio, in stile Barocco, risale al Quattrocento e offre la cornice perfetta all’inestimabile patrimonio affreschi, stucchi, arredi, sculture e dipinti che vi si trova. Tra questi ultimi, spiccano le grandi tele Giovan Battista Ortega, Giuseppe De Rosa, Francesco Ferrazzano, Gregorio e Mattia Preti.

Le opere del “Cavaliere Calabrese” sono ben 11: nella pala dell’altare padronale è incastonato il suo Autoritratto, omaggio diretto alla terra natale; gli stemmi delle navate laterali, stilisticamente simili a quelli da lui realizzati nella della Chiesa di San Giovanni a La Valletta (Malta), sono espressione di un legame più politico-economico; il ciclo di affreschi che raffigura le Storie della vita di San Domenico, sopra le arcate della navata centrale, fu progettato da Mattia Preti ma concluso da artisti minori della sua scuola.

Infine, nella navata laterale sinistra, tra fregi e dorature, troviamo altre quattro preziose tele: la Madonna del Rosario, la Crocifissione, la Predica di San Giovanni Battista e il famoso Autoritratto con le insegne di Cavaliere.

Negli anni ’70, da questa chiesa furono trafugati 8 dipinti di Mattia Preti, fortunatamente ritrovati due anni dopo e sottoposti a restauro.

Altra tappa saliente dell’itinerario a Taverna sulle tracce di Mattia Preti è il Museo Civico, ospitato nell'ex convento dei domenicani.

Al suo interno possiamo apprezzare un percorso espositivo in ordine cronologico, che a partire da una piccola Sezione Archeologica locale arriva al XVII secolo e ai dipinti dei due fratelli, Gregorio e Mattia Preti.

Mattia Preti
Di Mattia Preti - iAFSxPX_PhxrEw at Google Cultural Institute maximum zoom level, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21880088

Opere del primo sono San Giacinto e San Vincenzo Ferrer; del secondo, la Madonna degli Angeli con i Santi, un San Girolamo e un bozzetto raffigurante i Santi Pietro e Paolo.

Nelle sale successive, oltre a una serie di sculture, si trovano opere del Sei e Settecento napoletano e calabrese, tra i quali Giovan Battista Spinelli, Antonio e Giovanni Sarnelli, Mario Minniti e Antonio De Bellis. 

Infine, arrivando ai giorni nostri, la galleria espone alcuni grandi del Novecento, tra cui Carmelo e Angelo Savelli, Francesco Guerrieri e Mimmo Rotella.

Mattia Preti in Calabria

Desideri ammirare altre opere di Mattia Preti in Calabria

Dopo aver lasciato Taverna e fatto una bella escursione nel Parco Nazionale della Sila catanzarese, puoi dirigerti alla volta di Cosenza.

Nel cuore della città, presso la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, tra alcune delle opere più belle dell’arte regionale e nazionale è possibile ammirare anche una tela del “Caravaggio calabrese”

Si tratta del Martirio di San Sebastiano, soggetto ricorrente nelle opere di Mattia Preti, in questo caso proveniente dalla collezione Ferrara Dentice di Napoli.

Altra tappa calabrese che completa l’itinerario alla scoperta di Mattia Preti è la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria.

Ospitata presso gli ambienti del Teatro “Francesco Cilea”, la pinacoteca reggina espone Il ritorno del figliol prodigo. Inserendosi nella vasta scia di artisti che scelsero di raffigurare questo tema, da Rembrandt al Guercino, Mattia Preti dipinse il soggetto tra il 1650 e il 1659, nel periodo di attività napoletana.

Teatro “Francesco Cilea”
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Prolifico come pochi, il “Cavaliere Calabrese” compie un percorso articolato, che lascia traccia delle sue opere a Roma (Galleria Barberini-Corsini e Chiesa di Sant’Andrea della Valle), al Museo di Palazzo Rosso e di Palazzo Spinola a Genova, a Napoli (Museo Nazionale di Capodimonte, Basilica di San Lorenzo Maggiore, Chiesa di San Pietro a Majella, Palazzo Reale e Museo Civico di Castel Nuovo), agli Uffizi di Firenze, alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo, al Museo Regionale di Messina, al Museo Nazionale d’Abruzzo all’Aquila e al Museo Civico di Carpi.

https://calabriastraordinaria.it/news/alla-scoperta-di-mattia-preti-il-cavaliere-calabrese

Ultimo aggiornamento: 16 feb 2024 10:03