Festival dei suoni calabresi

Festival dei suoni calabresi a Roccella Ionica dal 14 al 16 settembre 2023.
Festival suoni calabresi 2023

© Regione Calabria

Musica

6 set 2023 06:05

Informazioni utili

Data

14 - 16 Set

Luogo

Roccella Ionica

Categoria

Musica

Il Festival dei suoni calabresi trae ispirazione dalle segnaletiche autostradali del mediterraneo: “Sulle orme di Bacco e Cerere”. L’idea è quella di considerare il festival come il filo di Arianna, un “filo” conduttore della musicalità calabrese, che partendo dal Pollino attraversa il Monte Poro, le Serre, la costa Jonica fino ad arrivare alle pendici dell’Aspromonte. Il Festival nella sua prima edizione, si prefigge di mettere radici nella cosiddetta tradizione per poi svilupparsi nella qualsivoglia musicalità (rock, pop, blues, jazz, lirica, elettronica, varie ed eventuali) che trae origine da mani e voci made in Calabria.

L’edizione 2020-2023 propone tre serate:

  • Giovedì 14 settembre Cusato-Tropepe duo (costa Jonica e Tirrenica), una unione delle singole esperienze di due musicisti straordinari, che parlano di blues, di tradizione popolare, ritmi africani, dando origine ad un connubio di suoni che toccano l’anima, viaggiando nel tempo e nello spazio alla ricerca di terre “così lontane così vicine, dal Mississipi all’Aspromonte, passando per il Mali”.
  • Venerdì 15 settembre Gaudio-Pace duo (passione meridionale, ai confini tra la Calabria e la Lucania), un concerto in cui la protagonista principale è la fisarmonica diatonica. Sotto la direzione artistica del maestro Riccardo Tesi, il duo elabora musiche originali ricreate nel contesto della tradizione popolare lucana calabrese e campana, senza tralasciare il tango argentino e i ritmi dispari articolati, dando sfogo alle più ampie immagini e colori popolari.
  • Sabato 16 settembre Peppa Marriti band (Santa Sofia D’Epiro - CS), il primo gruppo a coniugare il Rock di impronta americana, con la tradizione musicale e culturale Arberesh, dalla quale riprendono i canti tradizionali popolari, chiamati Vjersh e sonorità balcaniche accentuate dall’uso del violino, con l’intento, attraverso la musica ed i ricordi per le origini, di dare dignità a quelle persone che vivono ai margini della società, isolate invece che di essere aiutate. Dare voce agli ultimi, agli emarginati, a tutti quelli subiscono una caduta e stentano a rialzarsi.