Una giornata a Ciminà, la patria del caciocavallo
Il tipico caciocavallo aspromontano, tra natura e tradizione
Enogastronomia
Caciocavallo di Ciminà - Maria Antonietta Reale
Sei un appassionato di formaggi calabresi? Vieni a Ciminà, alle falde del Parco Nazionale d'Aspromonte, e scopri il luogo di origine e produzione dell'autentico Caciocavallo di Ciminà, una delizia della tradizione pastorale aspromontana per veri intenditori!
Ciminà (Reggio Calabria) è la patria del dolcissimo caciocavallo aspromontano, ricavato dal latte di vacca autoctona e lavorato sul posto, come vuole la tradizione.
Scopriamo i segreti del Caciocavallo di Ciminà e dei caseifici locali in una giornata indimenticabile, tra natura e antichi sapori!
Il caciocavallo di Ciminà
Tra i formaggi più identitari della tradizione pastorale calabrese compare il dolcissimo Caciocavallo di Ciminà, una delizia all'olfatto e al palato! Per conoscerne i segreti bisogna trascorrere un'intera giornata a Ciminà, luogo di produzione, in compagnia dei pastori aspromontani, custodi di un sapere antico e genuino. Solo così si può entrare in contatto con una dimensione autentica, immersi nella natura, tra le proposte delle fattorie didattiche della zona e momenti di convivialità con i "màstri casàri" calabresi.
Cos'ha di speciale il Caciocavallo di Ciminà? Pur non avendo ancora il riconoscimento DOP, questo formaggio ha già conquistato il gusto e i mercati nazionali e internazionali: tutelato come Presidio Slow Food, il Caciocavallo di Ciminà è tra i fiori all'occhiello dell'arte casearia calabrese e reggina. Si tratta di un caciocavallo a "due testine", di piccole dimensioni e dalla caratteristica forma allungata. L'elemento che lo rende inconfondibile è il coagulo a base di latte di vacca freschissimo, ancora crudo, abbinato al caglio naturale di capretto: una vera bontà!
Qualche consiglio per gustarlo al meglio? Il Caciocavallo di Ciminà si consuma freschissimo, al naturale, entro pochi giorni dalla produzione, ma i casàri del posto ce lo fanno assaggiare alla maniera più gustosa: sciolto alla griglia, su una fetta di pane casereccio, ancora meglio se proveniente dalla vicina località di Canolo, noto anche come pane jermànu (nome dialettale della segale), altro Presidio Slow Food dell'Aspromonte. L'occasione giusta per fare una scorpacciata è la Sagra del Caciocavallo di Ciminà, che ogni anno, nel mese di agosto, attira nel centro storico centinaia di visitatori e appassionati di formaggio.
Ciminà e dintorni
Il territorio comunale di Ciminà è immerso nella Locride e nell'area a minoranza etnica grecanica (dove si parla ancora l'antico Greco di Calabria), luogo che unisce le prime propaggini del Parco Nazionale d'Aspromonte alla Costa dei Gelsomini, sul Basso Ionio reggino. Quest'area, ricca di flora e fauna locali, è ideale da scoprire in un trekking guidato ma anche in autonomia, lungo i numerosi sentieri tracciati che consentono di esplorarla senza fatica.
Partendo dal centro storico di Ciminà, Kymina in greco calabro (nome che richiama l'abbondanza del cumino, spezia usata per produrre diverse pietanze e il tipico liquore Kumeel), scopriamo le testimonianze di una cultura antichissima, che proviene da Oriente, e sopravvive ancora oggi nelle usanze della comunità locale. Le origini di Ciminà risalgono al 1453 e sono legate alla comunità greco-albanese di rito greco-bizantino in fuga dalle persecuzioni turche. Approdata sul Monte Tre Pizzi, uno dei principali attrattori naturalistici della zona, questa popolazione diede vita a una fiorente comunità agropastorale.
I dintorni di Ciminà, immersi nel verde e incastonati nelle grandi rocce aspromontane, confinano con Antonimina e i suoi famosi bagni termali (Terme di Antonimina), perfetti per chi desidera abbinare alla gita un momento di relax e benessere. Altra località imperdibile per gli amanti della natura sono le Gole del San Paolo, da cui godere un panorama mozzafiato sulla Vallata del San Paolo, il torrente che ha scavato nella roccia le straordinarie cavità "ad alveare" e che separa Antonimina da Gerace, abbracciando con lo sguardo l'intera Locride.
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